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C A S O |
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| A mt. 667 di altitudine. Ha uno stupendo panorama. Sicuramente qui si stabilirono i valligiani della Val di Narco, quando la loro incolumità fu messa in pericolo dal passaggio di eserciti, certamente dopo l'890, quando vi furono i saraceni. Nel secolo XII, come gli altri castelli della Valnerina, fu una piccola comunità con Spoleto semi-indipendente da Spoleto, con propri Statuti, cui la città dominante dava il podestà. | |
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Gli
Statuti scritti sono del 1460, dei quali si conserva solo una parte del libro
dei Malefizi all'archivio di Stato di Spoleto. Documento pergamenaceo, latino,
scrittura gotica antica, acefalo fino a p.7 rubr.7 numerato fino a carta 32, cui
seguono
altre mani
fino a p. 60 (numerazione tardiva)
per le aggiunte e approvazioni. I titoli sono in rosso, il testo in nero, le
rub.103, con materie senza divisione (spesso illeggibile). Il podestà era
inviato da Spoleto e la comunità era retta da un vicario locale, aiutato dal
notaio e dal camerario. Le deliberazioni venivano prese dal consiglio generale
ed eseguite dalla cernita (giunta). Era un comunello autarchico e le norme
austere. Molte le festività. Il castello è chiuso tuttora
dal girone, cioè da mura; vi si accede per una doppia porta e si giunge sulla
piazzetta, dove avveniva la vita civile e religiosa del paese. Vicina era la
fortezza di Spoleto, del secolo XII, ora scomparsa. Caso visse una secolare vita
tranquilla, sostanzialmente fedele a Spoleto. Nel 1241 fu di Federico II. Nel
1248 tornò a Spoleto. Non fece parte della federazione dei castelli ribelli a
Spoleto nel 1338. Nel 1368 è elencato tra i castelli del distretto spoletino.
Ebbe discordie con la comunità di Sant'Anatolia nel 1333. Infatti quell'anno
gli Angioini del regno di Napoli erano sconfinati, per rubare, verso Caso;
furono portati a Sant'Anatolia archivi e oggetti di valore: quelli di
Sant'Anatolia pare che ne avessero fatto preda e ci fu una causa presso la corte
ducale. Nel 1522 si alleò con i castelli ribelli a Spoleto, senza successo.
Durante la repubblica francese del 1798, Caso subì l'invasione degli Insorgenti
e dei banditi al seguito. Con la Restaurazione ebbe un sindaco proprio, sotto il
gonfaloniere di Spoleto. Il comunello durò fino al 1895, quando fu soppresso e
il territorio aggregato a Sant'Anatolia. La chiesa di Maria Assunta (già
Santa Cristina, come è scritto
sulla lunetta) è del secolo XIII. Nel 1250 vi era annesso un monastero di
Clarisse. L’abside è decorata da Pierino Casarei: incoronazione tra angeli;
Sant'Antonio abate e il Battista: in basso gli apostoli (1595). Il paese ebbe un
ospizio per viandanti e il Monte frumentario. Nella chiesa di Santa Cristina vi
sono resti di pitture del Brunotti e di Domenico da Leonessa. |
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